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Le foreste italiane

Far entrare le foreste italiane in una miniguida è una impresa disperata, quasi come far passare un cammello nella cruna di un ago. Comunque possono entrarci tante informazioni e tanti spunti per approfondire l’argomento. Certo dovrai accontentarti, perché mica ci può stare tutto. La bellezza e il profumo dei boschi, ad esempio, dovrai andarteli a cercare in natura e una guida completa dovrai andare a cercarla in libreria.

Un tempo l’Italia era coperta da fitte foreste, ora in gran parte scomparse. Quello che ne resta è una testimonianza preziosa che bisogna conoscere e proteggere. Qui descriviamo i vari tipi di foreste italiane e gli alberi che caratterizzano i vari ambienti.
Le foreste vanno dal livello del mare fino a circa 2000 m, con specie di alberi diversi secondo le altitudini e raggruppati in 4 grandi formazioni vegetali dette “comunità forestali”.

Foresta sempreverde e macchia mediterranea
Cresce soprattutto lungo i litorali e in ambienti umidi. A nord arriva a quote di 300 – 400 m, al sud fino a 800 m.
Composizione: variabile. Formata da un gran numero di alberi diversi (specialmente la macchia) o da una specie predominante che caratterizza l’ambiente (es. lecceta, pineta, sughereta..)
Alberi: leccio, sughero, roverella, orniello, pini (domestico, marittimo, d’Aleppo) carrubo.
Arbusti: alaterno, corbezzolo, lentisco, fillirea, viburno, erica arborea, rosa selvatica, smilace, ginepro coccolone, oleandro, olivastro, ginestra.
Alberi guida: leccio e sughera.

 

 

Foresta caducifoglia sub-montana
Ambiente: cresce tra la pianura (dove ormai sono rare) e le pendici dei monti. Al nord arriva fino a 700 – 800 m e al sud fino a 1000 – 1300 m.
Composizione: varia. I boschi sono misti (soprattutto a foglia caduca) ma in genere una specie predomina secondo l’altitudine, l’esposizione più o meno soleggiata, l’umidità.
Alberi: roverella, cerro, farnia, castagno, carpino bianco e nero, sorbo, orniello, tasso, agrifoglio, frassino, nocciolo, pioppo bianco.
Arbusti: biancospino, pruno, corniolo, ligustro, viburno, acero campestre, ginepro, lantana, sambuco.
Alberi guida: cerro e castagno.

 

 

 

Foresta caducifoglie montana
Ambiente: cresce sugli Appennini (dove è la foresta predominante) tra 1000 e 1700 m circa e sulle Alpi tra 1000 e 1500 m circa.
Composizione: la varietà diminuisce con l’aumento della quota. Sugli Appennini predomina il faggio, spesso da solo, a volte con l’abete bianco e altre specie. Sulle Alpi il faggio è misto ad abeti bianchi e rossi.

Alberi: faggio, abete bianco e rosso, acero montano, pino nero, tiglio, orniello, sorbo montano e degli uccellatori.
Arbusti: maggiociondolo, agrifoglio, carpino, ginestra, sambuco, tasso.
Alberi guida: faggio, abete bianco.

 

 

Foresta di aghifoglie
Ambiente: caratterizza il paesaggio delle Alpi dove è molto diffusa; va dai 1000 ai 2000 m circa,dove termina la vegetazione ad alto fusto. Qualche vasta foresta di conifere si trova anche sugli Appennini.
Composizione: scarsa varietà che diminuisce con l’aumento dell’altitudine. Boschi in genere composti da una specie predominante. Salendo di quota si passa dagli abeti, ai larici, ai cimoli, ai cembri.
Alberi guida: larice, pino silvestre
Arbusti: rododendro, mirtillo, lampone, erica.

 

 

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