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Le stelle

Le stelle sono tante, milioni di milioni...ma puoi accontentarti per ora di riconoscere le costellazioni principali del cielo primaverile ed estivo, con l’aiuto di questa miniguida. L’osservazione delle stelle è disturbata dall’inquinamento luminoso, ma anche da quello atmosferico. Quindi scegli una notte senza luna o non di luna piena e una zona aperta senza troppe fonti di luce intorno. Usa una torcia elettrica per vedere i disegni della guida, alza gli occhi al cielo...e buon divertimento! Se dopo esserti familiarizzato con queste stelle vorrai conoscerle altre, ti servirà un manuale per il riconoscimento e delle mappe del cielo nelle varie stagioni.

Come orientarsi nel cielo
Scegli come punto di riferimento la costellazione dell’Orsa Maggiore o Grande Carro: è la più conosciuta e visibile tutto l’anno e tutta la notte perché non scende mai sotto l’orizzonte e ruota intorno alla stella Polare. Di sera presto, in primavera, sarà quasi sopra la tua testa, allo “zenit”; in estate la troverai verso Ovest; in autunno la vedrai bassa sull’orizzonte; in inverno si alzerà a Est. Impara i nomi delle 7 stelle che compongono il grande carro e che corrispondono al corpo e alla coda dell’Orsa Maggiore, perché ti serviranno per trovare le altre costellazioni. Unendo Merak e Dubhe e prolungando questa linea immaginaria per 5 volte si trova la stella Polare. La Polare è l’ultima stella del timone del Piccolo Carro o Orsa Minore.

 

 

Scorpione
Verso sud, sotto la Corona Boreale e bassa sull’orizzonte, è molto evidente la grande costellazione dello scorpione, con le chele protese e la lunga coda ricurva.
Secondo la leggenda, lo scorpione fu mandato da Giove ad uccidere Orione, per punirlo della sua superbia. Ma anche Orione fu posto in cielo dalla dea Diana e forma una grande costellazione.

 

 

Corona boreale
Se tracciamo la linea immaginaria che da Dubhe dell’Orsa maggiore tocca Mizar e la prolunghiamo per circa 3 volte troviamo la prima stella della Corona boreale, semicerchio di stelle con la centro la stella Gemma. Secondo la leggenda rappresenta la ghirlanda offerta da Bacco ad Arianna, figlia del re Minosse che aveva fatto costruire a Creta il famoso labirinto.

 

 

Delfino
Sotto il Cigno e ad est di Altair, 5 stelle formano un piccolo rombo con una coda: è la bella costellazione del Delfino. La leggenda narra che Arione, mentre suonava la lira sulla nave che lo portava in Sicilia, fu gettato in mare dai marinai che volevano derubarlo, ma un delfino attratto dalla musica lo salvò e per ricompensa gli Dei lo posero in cielo.

 

 

 

Aquila
Più a est di Vega si incontra un astro bianco molto bello, contornato a nord e a sud da due stelle meno brillanti: è Altair della costellazione dell’Aquila. Rappresenta l’aquila che gli Dei inviarono per punire Prometeo per aver dato il fuoco agli uomini. Il rapace, che ogni giorno divorava il fegato di Prometeo incatenato ad una roccia, fu ucciso da Ercole.

 

 

 

Cigno
Ad est di Vega brilla Deneb, stella sulla coda del Cigno, che viene anche detta la Croce del Nord. Deneb è un astro bianco gigante 8000 volte più luminoso del sole, ma lontanissimo da noi. Una leggenda narra che Orfeo, dopo la morte, fu trasformato in cigno e posto in cielo vicino al suo strumento, la lira.

 

  

 

Lira
Prolungando la linea immaginaria tracciata tra Phekta e Megres, oltre il Drago, si raggiunge una stella molto luminosa: la bellissima Vega, che appartiene alla costellazione della Lira. Queste stelle rappresentano lo strumento musicale dato da Mercurio ad Apollo e usato dal mitico cantore Orfeo. Questa costellazione è detta anche “l’avvoltoio che plana” per distinguerla dall’Aquila.

 

 

Drago
Congiungendo Phekta e Megres e prolungando questa linea immaginaria in direzione di Megres per circa 7 volte, si incontra un grande astro bianco che fa parte di un trapezio formato da 4 stelle: è la testa del Drago. La sua coda risale verso le ultime due “ruote” del Grande Carro o Orsa Maggiore. La costellazione del Drago si snoda intorno alla Polare.

 

 

 

Leone
Prolungando la linea formata da Dubhe e Merat, in posizione opposta alla Polare, troviamo una grande costellazione che ricorda la forma del leone accovacciato. In basso splende la grande stella Regolo. Secondo la leggenda un gigantesco leone faceva strage nella regione greca di Numea, ma Ercole, chiamato da Giunone, soffocò fra le sue fortissime braccia la belva, che fu trasformata in costellazione.

 

 

Cancro
Di fronte al Leone c’è la costellazione del Cancro, che pur non essendo molto brillante, si riconosce perché forma una raggiera con tre raggi intorno ad una stella centrale. La leggenda narra che queste stelle rappresentano il granchio che Giunone mandò inutilmente contro Ercole, per impedirgli di uccidere l’Idra dalle cento teste.

 

 

 

Idra
Sotto l’angolo acuto, formato dai raggi del Cancro, si trova la testa dell’Idra, costellazione molto estesa ma con stelle poco appariscenti, che appare da marzo. La leggenda dice che l’Idra era una bestia feroce dalle molte teste che, se tagliate, ricrescevano doppie. Ercole la uccise con il fuoco, contro il volere di Giunone.

 

 

 

Cassiopea
Congiungendo Alioth dell’Orsa Maggiore con la Polare, si arriva alla bella costellazione di Cassiopea, facilmente riconoscibile per la forma a W. Cassiopea, madre di Andromeda, regnava sull’Etiopia ed era molto superba. Nettuno, per punirla, inviò a devastare le coste una enorme balena che si sarebbe placata solo con il sacrificio di Andromeda. Ma Perseo salvò la fanciulla dalle fauci del mostro.

 

 

Orsa Maggiore
Questo gruppo di stelle, fra i più riconoscibili in cielo, prende il nome dalla bella ninfa Callisto, trasformata in orsa da Giunone, gelosa dell’amore di Giove per la bella fanciulla. Durante la caccia Arturo, figlio di Callisto, non riconobbe la madre sotto forma di orsa e stava per ucciderla, ma Giove la salvò trasformandola in costellazione.

 

 

 

Orsa minore
La sua forma ricorda molto quella dell’Orsa maggiore e una leggenda greca narra che sia il figlio della ninfa Callisto trasformato in orso da Giove, perché restasse vicino alla madre.

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