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Bambini, Cibo e Intolleranze: cosa cambia in vacanza?

Quando si avvicina la data di una partenza, i genitori dei bambini che soffrono di intolleranze alimentari, hanno delle preoccupazioni in più, diverse da quelle di chi più semplicemente si chiede se il proprio figlio sarà pronto ad affrontare un viaggio da solo, avrà nostalgia di casa o si troverà bene col nuovo gruppo di compagni di viaggio.

“Il cibo sarà sicuro? Mio figlio mangerà abbastanza? La struttura del Campo è attrezzata per il problema della celiachia?" Sono solo alcuni degli interrogativi di un genitore.

Ma ai Campi Avventura si può star tranquilli e partecipare ai pasti senza il timore che a tavola tuo figlio possa sentirsi discriminato per la sua intolleranza alimentare o semplicemente possa trovarsi in difficoltà. Ogni bimbo è una storia e ad ognuno dedichiamo la giusta e dovuta attenzione. In ognuna delle proposte Campi Avventura trovi tutti i tipi di menu e le cucine delle strutture ricettive sono gestite da professionisti attenti.

L’unica cosa che dovrai fare sarà comunicare, al momento dell’iscrizione al campo, il tipo di intolleranze e tutte le indicazioni necessarie.

In questi anni abbiamo affinato le nostre competenze, le abbiamo strutturate e rese parte integrante del nostro bagaglio professionale. Siamo in continua formazione, approfondiamo i temi, ci confrontiamo con gli specialisti e nel tempo abbiamo dedicato un’attenzione sempre maggiore all’alimentazione dei ‘nostri’ bimbi e ragazzi. Il menu è completo, equilibrato e variegato e cambia, ovviamente, da regione a regione. Dal consumo di carni, alla presenza di verdure e frutta, zuccheri, carboidrati, proteine, l’apporto vitaminico indispensabile, il tutto sempre ragionato in funzione dell’età, dello spreco energetico previsto durante le attività quotidiane, della temperatura, del tasso di umidità e di come il corpo umano reagisce a questa.
Dover mangiare cose diverse, scegliere con cura ristoranti o bar per il pranzo o la merenda…tutto questo è davvero pesante per dei ragazzi o dei bambini, che non sempre vivono con serenità le loro intolleranze. Inevitabilmente, questo rende ancora più protettivo un genitore.

Ma perché far prevalere l’ansia e privare il proprio figlio di un’esperienza di viaggio divertente, fortemente educativa e in totale contatto con la natura? L’esperienza di una vacanza lontani dalla famiglia, con altri coetanei, praticando attività sportive, trekking, passeggiate a cavallo, bagni al mare, potrà essere molto positiva. Un momento, oltre che di integrazione, utile ad imparare pian piano a gestire autonomamente le proprie esigenze alimentari, sotto l’occhio attento degli operatori dei Campi Avventura.

Un altro capitolo molto interessante che riguarda l’alimentazione è quello delle abitudini dei bimbi e dei ragazzi a tavola. Ci sarà capitato centinaia di volte che il genitore, comprensibilmente in apprensione, ci dicesse “attenzione, mio figlio mangia pochissime cose, non ama la frutta ed odia le verdure!” Beh, puntualmente il timore del genitore di turno viene smentito non appena messo piede al campo. Il bimbo in vacanza inizia a mangiare tutto, a mangiare con gusto e con ritrovato appetito, apprezza le verdure e mangia quantità industriali di frutta fresca. Questo non succede perché siamo dei maghi, né perché lo imbocchiamo con prepotenza, ma per una semplice ragione: tutti siamo uguali e le attenzioni a tavola non esistono, se non necessarie. La commensalità durante i campi è un valore aggiunto, è un momento di unione e di condivisione, spazio anche goliardico, dove il cibo perde agli occhi dei ragazzi importanza stilistica e visiva, dove tutto ha un gusto diverso, tutto è ‘la cosa più buona che io abbia mai mangiato’, già solo per il fatto di condividerlo, di mangiare insieme agli amici, ai compagni di questa fantastica avventura.

Quindi non vi promettiamo che tornati a casa i vostri figli continuino a mangiare tutto, ma almeno saprete che c’è un ‘precedente’ e che il problemino è soltanto una percezione, frutto di un approccio contestuale.

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