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Bambini, la timidezza si vince a cavallo

 
L'equitazione è particolarmente indicata per i bambini che non amano gli sport competitivi come calcio, tennis o basket; spesso è la paura del confronto con bambini più agili che li frena. Andare a cavallo procura nel bambino dei benefici sia alla sua mente che al suo corpo, una vera e propria pet therapy.
Montare un cavallo sollecita e allena i muscoli e per questo richiede resistenza fisica ma questa è un qualcosa che si acquisisce con l'esercizio e la costanza. Quello che è più difficile è imparare a rimanere concentrati per poter mantenere l'equilibrio, dirigere, frenare il cavallo, seguire e ammortizzare il movimento del trotto sono vere e proprie manovre che sollecitano e mettono in movimento tutto il corpo del cavaliere. Inoltre l'equitazione favorisce le stimolazioni sensoriali e la coordinazione delle diverse parti del corpo.
Non solo. Le passeggiate in sella stimolano l’attenzione, la concentrazione, la capacità di orientamento, i riflessi e l’equilibrio.
Rispetto a tutti gli altri sport, l'equitazione è l'unico in cui al bambino viene chiesto non solo di imparare una tecnica e una disciplina sportiva, ma di relazionarsi con un essere vivente con il quale, inevitabilmente, il piccolo è chiamato a costruire un rapporto. Si tratta, insomma, di uno sport formativo e con una forte valenza educativa sotto tutti i punti di vista, non solo quello atletico.
L’età giusta? Dai sette anni
L’età giusta per avvicinarsi al cavallo è in genere dai sette-otto anni e le principali controindicazioni sono la presenza di cardiopatie importanti o di allergie al pelo dell’animale.
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